Veicoli in crescita in Italia secondo i dati ACI: servono strade più sicure

Veicoli in aumento in Italia secondo l’ACI. In particolare, l’Automobil Club ha diramato dati per i quali al 31 dicembre del 2019 i veicoli a motore circolanti nel nostro Paese erano ben 52.401.299.

Veicoli in aumento in Italia rispetto al 2018

Secondo quanto riportato l’incremento di vetture rispetto all’anno precedente è stato pari all’1,4%. La fetta più grande della torta è rappresentata dalle autovetture con 39.545.232 unità (+ 1,35%), seguite dai motocicli con 6.896.048 (+1,7%) e dai veicoli commerciali e industriali con 5.775.006 (+1,3%).

Strade efficienti cercasi

Alla luce di questi imponenti numeri, ai quali occorre sommare i ciclisti e anche i pedoni, assume ancora più rilevanza l’esigenza di poter disporre di strade in efficienza. Vie di comunicazione locali, provinciali, regionali e nazionali, percorribili senza rischi da parte di tutti gli utenti.

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Le buche, causa del 53% dei sinistri

Marsh, leader mondiale nell’intermediazione assicurativa e nelle soluzioni innovative per il risk management rivela che, secondo dati raccolti in un campione di Comuni italiani nel quinquennio 2014-2018, buche, insidie e sconnessioni sono state la causa del 54% dei sinistri con un impatto economico del 42%. Quest’ultimo dato appare un’enormità, se raffrontato, per esempio, al solo 8% generato da eventi atmosferici e incendi.

Il metodo Anomaleet

Anomaleet può aiutare le Pubbliche Amministrazioni a ogni livello a mantenere le strade in efficienza. La startup lombarda, infatti, è in grado di predisporre pacchetti personalizzati per la rilevazione e classificazione di anomalie stradalI, il ripristino e l’eventuale consulenza assicurativa, sfruttando le potenzialità di innovative tecnologie per il rilevamento e della propria suite informatica.

Anomaleet su MePA

I prodotti e i servizi Anomaleet possono essere acquistati non solo rivolgendosi direttamente all’azienda, ma anche su MePA, la piattaforma governativa di acquisti online per le PA, con procedure personalizzate. Qui si trova un’ampia gamma di soluzioni immediatamente disponibili.

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In apertura foto: Pexels da Pixabay 

Storia della strada (2a puntata): la Via Reale di Persia

La grande storia della strada è cominciata nell’antica Persia, il cui regno nacque nel 550 a.C. quando Ciro il Grande sbaragliò i Medi, successori degli Assiri. Fu proprio Ciro a dare il via alla formazione della prima rete stradale organizzata per collegare tra loro le principali città delle venti Satrapie di Persia. Fu invece il re Dario, nel 505 a.C. a far costruire la Via Reale di Persia, da Sardi in Lidia fino a Susa e Persepoli, le capitali. Le strade potevano essere percorse più velocemente a cavallo, molti però si spostavano a piedi, oppure a bordo di carri a ruote che, spesso, appartenevano a importanti carovane commerciali.

Storia della strada, la prima grande via di comunicazione

L’impero di Persia si estendeva dall’antica Tracia, sulle rive occidentali del Mar Nero, fino all’Oceano Indiano. Su questo territorio sconfinato Re Dario istituì la Via Reale di Persia che era lunga ben 2.699 km. Perché fosse sempre efficiente, l’aveva attrezzata con stazioni di posta separate tra loro da una distanza non superiore a 30 km. Già 500 anni prima di Cristo, dunque, chi viaggiava lungo questa strada poteva sostare in vere e proprie stazioni di servizio, antenate degli attuali autogrill. Infine, appositi corpi di guardia – che controllavano carovane, mercanti e viandanti – garantivano la sicurezza lungo il percorso. Era la Polizia Stradale dell’epoca.

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Una strada eccezionale

I 2.699 chilometri del tracciato si potevano coprire con tempi diversi. Pellegrini e mercanti, viaggiando a una media di 30 chilometri al giorno, solitamente impiegavano circa tre mesi. Ma  lo storico Erodoto racconta che con la tecnica della staffetta, i messaggi urgenti potevano arrivare a destinazione in soli 9 giorni. Se poi si voleva fare ancora prima, alcuni messaggi potevano essere trasmessi via voce. Ciò permetteva di superare più velocemente i tratti del percorso più difficoltosi, come quelli di montagna. I messaggeri se li passavano urlandoli da una montagna all’altra e il gioco era fatto. La qualità costruttiva della Via Reale è stata giudicata eccezionale: alcune foto ne mostrano ancora oggi tratti ben conservati. Era un’opera così perfetta che, una volta caduto l’Impero Persiano sotto i colpi dell’esercito di Alessandro Magno a Gaugamela (332 a.C), continuò a essere utilizzata ancora per diversi secoli. Anche durante l’Impero Romano la Via Reale si confermò arteria di comunicazione fondamentale verso l’Oriente, mentre oggi a Diyarbakır, in Turchia, sorge ancora un ponte di origini persiane.

Il ponte di Diyarbakır, in Turchia, ancora oggi in piena attività (foto: flickr)

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Nulla può fermare i corrieri persiani 

«Non c’è nulla al mondo che viaggi più veloce di questi corrieri persiani, (…) Né la neve né la pioggia, il caldo o il buio della notte impediscono loro di portare a termine il loro compito con la massima velocità”, scriveva lo storico greco Erodoto. Bravi e allenati erano i messaggeri, ma ad alimentare la loro leggenda contribuì notevolmente anche la rete stradale persiana, sempre in perfetta efficienza. Il percorso intersecava la Via della Seta e proprio quest’ultima contribuì a perpetuarne la memoria, sovrapponendosi a essa nei secoli seguenti in alcuni tratti. Per realizzare la via Reale si ripresero tracciati più antichi, unificarono le strade esistenti e se ne costruirono di nuove.

Storia della strada, la Via Reale e le altre strade persiane 

Anche all’epoca dell’Impero Persiano, proprio come oggi, non tutte le strade erano uguali. Le Vie Reali erano le più larghe e meglio pavimentate, in molti casi ben lastricate; le altre strade erano invece più strette. I governanti persiani consideravano ogni strada come un nervo del Regno, sul quale gli ordini dovevano viaggiare a gran velocità, per questo erano mantenute sempre in perfetta efficienza. Gli achemenidi (la dinastia reale persiana) ricevettero i complimenti per la qualità delle loro strade, ma più o meno contemporaneamente anche altre civiltà si stavano impegnando nella costruzione di nuove importanti vie di comunicazione (Continua).

Anomaleet e le buche stradali di Padova: in agosto i primi ripristini con piastra calda

Anomaleet prosegue nell’analisi delle buche stradali di Padova. Un percorso, quello intrapreso dalla startup guidata dal Ceo Volfango Politi e dai fratelli Mauro e Michele Sala, destinato a migliorare la sicurezza sulle strade dell’importante città veneta come riportato anche dal quotidiano Padova Oggi.


Anomaleet e le buche stradali di Padova, un esperimento iniziato quasi due anni fa


“Abbiamo presentato Anomaleet all’assessore alla viabilità del capoluogo euganeo Andrea Micalizzi e all’ingegner Roberto Piccolo circa 2 anni fa” spiega Volfango Politi. “Insieme abbiamo deciso di iniziare una sperimentazione su un pacchetto di 50 anomalie, applicando la formula Global Service. L’obiettivo è quello di verificare se la nostra proposta di gestione dei dissesti stradali sia sostenibile. Gli ostacoli da superare fino a oggi non sono stati di poco conto. Poiché, infatti, per costruire una mappa delle anomalie affidabile è necessario un elevato numero di dati, abbiamo stabilito di installare su diversi mezzi comunali i nostri rilevatori. L’operazione in sé è semplice, ma ci ha costretto a confrontarci con il delicato tema della privacy dei dipendenti. Dimostrando che il nostro sistema rileva e geolocalizza solo le problematiche, senza indicare da quale mezzo sono state individuate, il problema è stato superato. Subito dopo la raccolta dati ha potuto cominciare”. 


Nuovo sopralluogo lo scorso 31 maggio


“Per verificare e implementare le informazioni raccolte fino a oggi – spiega quindi Mauro Sala, responsabile del software di Anomaleet – il 31 maggio scorso abbiamo compiuto un sopralluogo diretto utilizzando due veicoli dedicati. Sul primo c’erano i nostri sensori e macchine fotografiche speciali per la rilevazione delle immagini. Sul secondo, invece, i nostri piloti di droni con le loro sofisticate attrezzature. Durante la giornata abbiamo raccolto circa 700 immagini subito localizzate sul sistema cartografico della nostra suite e aggregate con quelle rilevate in precedenza. Si è così ulteriormente integrato l’archivio online, documentando l’evoluzione di ogni anomalia nel tempo”.

Il ripristino

“Ora individueremo, in accordo con i responsabili del servizio, alcune delle anomalie più gravi e proporremo al Comune il loro ripristino con le nostre innovative tecnologie a piastra autoscaldante, che non prevedono l’utilizzo di nuovo bitume, ma solo il riciclo di quello esistente. Questo comporta costi ridotti, tempi rapidi, risultati certi e impatto ambientale ridotto al minimo perché durante l’operazione non si producono materiali di scarto. In sostanza riusciamo a fare in pochi giorni ciò che con i metodi tradizionali si esegue, solitamente, in diversi mesi”.


A Padova anche i droni

“Con i droni – aggiunge Michele Sala, l’autore dell’algoritmo alla base del funzionamento della Suite di Anomaleet – abbiamo effettuato sia rilevazioni fotografiche, sia termografie.  Le rilevazioni sono molto utili soprattutto per verificare le condizioni delle strade a doppia carreggiata, mentre le termografie sono preziose per il rilevamento delle condizioni di salute generali del manto stradale”.


Anomaleet e le buche stradali di Padova: la consulenza assicurativa


“Una volta ultimato il ripristino – riprende Politi – proporremo al Comune la consulenza assicurativa degli esperti di Marsh. Eliminando le anomalie, infatti, migliora la sicurezza stradale e diminuiscono automaticamente i sinistri e i risarcimenti alle vittime. Prendendo in considerazione i nuovi parametri il broker assicurativo potrà proporre al capoluogo euganeo un piano che prevede sensibili risparmi sul premio”.


In arrivo anche la blockchain

“Non è facile spiegare a tutti gli stakeholder gli enormi vantaggi che produrrà Anomaleet, ovunque verrà utilizzato, nella gestione dei dissesti stradali – conclude il Ceo – Oltre alla consistente riduzione dei sinistri con vittime (feriti e, ancora oggi troppo spesso, anche morti) e ai conseguenti risparmi in materia di premi assicurativi e risarcimenti, la nostra suite garantisce al committente anche la certificazione del “chi fa cosa”. Tramite essa, per esempio, è possibile risalire in modo certo all’autore di un ripristino di anomalia rivelatosi difettoso e per il quale occorre un secondo intervento. Non è un caso che già oggi stiamo lavorando a una blockchain certificata e immodificabile, un vero e proprio registro di rilevazioni, evoluzione dei dissesti e manutenzioni che si rivelerà prezioso alleato di ogni cliente”.

Buche e sicurezza stradale: uno slalom che può costare la vita

Buche e voragini mettono a repentaglio la sicurezza stradale così come ostacoli momentanei o permanenti, dissesti e degrado. Migliaia di sinistri ogni anno sono provocati da ammaloramenti di vario genere. Lo sanno bene i promotori dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus. E lo sa anche lo Stato che vede regolarmente svanire ben l’1% del PIL nazionale a causa degli incidenti stradali.

Buche e sicurezza stradale, 6.753 sinistri nel 2018

Secondo il rapporto ACI ISTAT 2019, diffuso l’anno scorso prima dell’esodo estivo, su 172.344 incidenti nel 2018, ben 6.753 sono stati provocati da buche od ostacoli accidentali (il 3,1% del totale). Dati diffusi da Confindustria ANCMA – Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori – invece rivelano che a causa dei dissesti hanno perso la vita ben 75 centauri e 1.773 sono stati i feriti. Tutto questo deve indurre a un’approfondita riflessione.

Il punto di vista del broker assicurativo

Un’ulteriore conferma alla drammaticità della situazione è data da Marsh, leader mondiale nell’intermediazione assicurativa e nelle soluzioni innovative per il risk management. Secondo i dati raccolti dal broker in un campione di Comuni italiani, infatti, nel quinquennio 2014-2018 buche, insidie e sconnessioni sono state la causa del 54% dei sinistri con un impatto economico del 42%. Quest’ultimo dato appare come un’enormità, se raffrontato al solo 8% generato da eventi atmosferici e incendi.

Fonte: Marsh, “Le insidie stradali. Quali responsabilità. Quali soluzioni”

Buche e sicurezza stradale: le anomalie non sono tutte uguali

Le anomalie stradali rientrano prevalentemente in due grandi categorie: funzionali e strutturali. Sono funzionali le anomalie che compromettono  l’aderenza degli pneumatici o la regolarità della superficie rendendo la marcia dei veicoli insicura e scomoda. Sono strutturali, invece, i dissesti che si verificano dove la rottura è provocata da carichi di traffico ripetuti. Gli ammaloramenti possono presentarsi sotto forma di fessurazioni, deformazioni superficiali, difetti superficiali e altri danni dovuti a rappezzi o, per esempio, attraversamento binari.

C’è una causa per ogni dissesto

Ogni dissesto è provocato da cause differenti. Mentre le fessure a ragnatela si presentano nelle zone soggette a carico di traffico ripetuti (un’area della strada dove i veicoli transitano con maggiore frequenza), le fessure a blocchi che dividono la pavimentazione in aree delimitate rettangolari più o meno grandi sono causate dall’escursione termica. Il gelo sotto al manto bituminoso, invece, provoca l’erosione al bordo. Questa si verifica di solito nella fascia entro i 60 cm dal margine stradale e può essere accentuata dal transito veicolare.

Fessurazioni a ragnatela

Altre anomalie

La fessurazione longitudinale e trasversale, invece, si genera parallelamente o trasversalmente alla linea centrale della carreggiata o alla linea di posa dello strato superficiale. Solitamente è causata da difetti di costruzione ed escursioni termiche quotidiane. Nelle pavimentazioni realizzate con lastre di calcestruzzo ricoperte con conglomerato bituminoso possono verificarsi le fessurazioni da richiamo. Anche queste sono conseguenza del ritiro termico delle lastre. L’eventuale rottura dell’asfalto vicino alla fessura è causata dai carichi di traffico.

Fessurazione trasversale

Anche gli pneumatici tra le cause degli ammaloramenti

In questo caso si parla di fessurazione da scorrimento. Di forma ricurva, sono solitamente causate dal rotolamento delle gome degli automezzi, o dalle fasi di frenatura. Si trovano più spesso in curva o in salita, oppure all’altezza degli incroci.

I danni da ghiaccio e radici

Il ghiaccio non genera solo l’erosione dei bordi, ma anche risalti e sacche. I primi sono piccoli innalzamenti della superficie, conseguenza dell’instabilità della pavimentazione, generata dalla formazione di ghiaccio o dalla crescita di materiale nelle fessure, unitamente al carico di traffico. Le sacche sono piccoli avallamenti della superficie.

Ormaiamenti, ondulazioni e depressioni

Le ruote dei veicoli possono causare le cosiddette ormaie, depressioni che si formano lungo le traiettorie dei veicoli. Se si riempiono d’acqua diventano anche molto pericolose. Un’alternanza di avallamenti e innalzamenti di superficie dà luogo alle cosiddette ondulazioni distribuite solitamente a intervalli regolari entro i tre metri di ampiezza. Le depressioni, infine, sono parti di pavimentazione a quota leggermente più bassa rispetto a quelle circostanti e sono dovute a cedimenti del sottofondo.

Buche stradali

Di diametro inferiore a 1 metro, le buche sono depressioni della superifice a forma di scodella. Hanno solitamente bordi netti e spigolosi e possono essere aggravate da ristagni di acqua sul fondo che accelerano lo scavo. Iniziano a formarsi quando, a causa del traffico, viene asportata una piccola parte di pavimentazione. Il degrado prosegue progressivamente sia a causa dell’insufficiente protezione del manto stradale, sia dalla presenza di punti deboli negli strati sottostanti. Anche l’eccessivo progredire di altre anomalie, come le fessure a ragnatela, può causare buche.

Esempio di buca stradale

Buche e sicurezza stradale: la severità delle anomalie

Tutte le anomalie stradali, infine, vengono classificate anche per grado di severità. Possono essere, infatti, di grado basso, medio o alto. La suite di Anomaleet è ancora più raffinata presentando non tre, ma quattro livelli di severità, uno lieve (identificato con il segno grafico verde sulla mappa online), due medi (giallo e arancione) e uno grave (rosso).

Corretta gestione delle anomalie stradali

A prescindere dai servizi che si utilizzano per la gestione delle anomalie, è indispensabile provvedere a essa per tempo al fine di migliorare la sicurezza stradale e ottimizzare i costi. La Suite di Anomaleet può rappresentare la soluzione migliore perché permette di mantenere costantemente sotto controllo il progressivo degrado del manto stradale e di pianificare per tempo gli opportuni interventi di manutenzione.