Il CTO di Anomaleet, conosciamo Mauro Sala

Nell’organigramma di Anomaleet il ruolo di CTO è ricoperto da Mauro Sala. Informatico giovane e intraprendente, ha già alle spalle una lunga esperienza in importanti aziende del settore editoriale. «Il CTO – spiega – è il Chief Technology Officer, ovvero colui che ha la responsabilità di mantenere in efficienza tutte le tecnologie per garantire il funzionamento di un sistema, nel nostro caso di Anomaleet».

CTO di Anomaleet, informatica senza segreti

Il comparto tecnologico su cui Anomaleet basa il proprio funzionamento è, naturalmente, quello informatico. «Il nostro sistema è basato su un’app di rilevazione e sulla suite online. La prima intercetta i logoramenti delle strade, inviando il flusso di dati conseguente alla piattaforma. La seconda classifica le anomalie e le rappresenta graficamente sulla mappa. App e suite sono il frutto di un lungo lavoro effettuato insieme a mio fratello Michele e a Volfango Politi. La prima a nascere, nel 2017, è stata l’app di rilevazione. Viene installata su device hi-tech a loro volta posizionati a bordo dei veicoli indicati dal committente. E’ questa che permette di effettuare le rilevazioni delle anomalie stradali. La chiave del corretto funzionamento dell’App di rilevazione è l’algoritmo, ideato da Michele. Nonostante sia già molto efficiente, l’App sarà presto aggiornata: con la nuova versione aggiungeremo una funzionalità che permetterà al dispositivo di distinguere le buche dai dossi. Sarà un ulteriore passo in avanti sul fronte dell’accuratezza del servizio».

Leggi anche: Intervista a Graziella Viviano, madre di Elena Aubry, giovane ciclista che ha perso la vita a causa di una radice affiorante

2018, la Suite di Anomaleet

«La prima versione della nostra Suite è stata elaborata nel 2018 – spiega Mauro – Rispetto a quella odierna aveva un numero di funzionalità molto ridotto, ma con il tempo l’abbiamo potenziata e ampliata. La data di nascita della seconda versione risale invece al 28 marzo 2019. Dopo la fase iniziale dei test abbiamo dato il via a quella dell’elaborazione dei dati. Ora, poiché la piattaforma è in continua evoluzione, stiamo lavorando al prossimo obiettivo. Vogliamo infatti migrare tutto il sistema su Cloud (sceglieremo il provider tra Amazon, Microsoft e Google). Si tratta di un passo indispensabile per poter sfruttare già nel prossimo futuro le potenzialità AI (Intelligenza Artificiale) e della blockchain, la stessa tecnologia alla base del funzionamento delle criptovalute. Con questa innovazione potremo certificare tutti gli interventi di manutenzione eseguiti sulle anomalie. Ma non finisce qui, perché ora speriamo di riuscire a rilasciare la terza versione della suite entro il 2021».

Italia, Europa, Mondo

«L’obiettivo di Anomaleet è quello di diventare il più grande database delle anomalie stradali non solo d’Italia, ma dell’intera Europa e del mondo. Di ogni anomalia il sistema mantiene già in memoria l’evoluzione nel tempo, ma presto faremo anche di più. Quando infatti introdurremo l’Intelligenza Artificiale, sarà anche possibile abilitare la funzione di predittività. Sulla base di alcuni parametri, pertanto, la nostra suite sarà in grado di prevenire tempi e modalità di degrado di ogni anomalia».

Leggi anche: Anomaleet a Padova, la conferenza stampa “sul campo” del vicesindaco Andrea Micalizzi

Il CTO di Anomaleet e il fiore all’occhiello della suite

«L’innovazione di cui vado più orgoglioso? La funzione per cui oggi, premendo un semplice tasto, la nostra suite è in grado di indicare un percorso ottimizzato per l’ispezione delle anomalie di uno stesso lotto. Grazie a essa si risparmiano tempo e denaro, perché indica l’itinerario più rapido per i sopralluoghi sui dissesti evitando inutili giri. Sono molti i riscontri che ho ottenuto dai nostri clienti: dai feedback emerge che uno dei punti di forza della piattaforma è quello di essere riuscita ad accorciare i tempi di lavorazione per lo studio e il ripristino delle anomalie. Interventi che prima richiedevano giorni, oggi si possono portare a termine in poche ore».

Anomaleet, investire per crescere

«Ci attende tanto lavoro, ma giorno dopo giorno cresciamo – conclude Mauro Sala – Finalmente cominciamo ad avere un numero di clienti che ci lascia ben sperare per il futuro. L’obiettivo di tutti noi è quello di continuare a far crescere Anomaleet, fino a che non raggiungerà la redditività necessaria a incrementare gli investimenti per continuare a perfezionale la qualità del servizio. La nostra sfida è quella di centrare questo obiettivo entro pochi anni».

Veicoli in crescita in Italia secondo i dati ACI: servono strade più sicure

Veicoli in aumento in Italia secondo l’ACI. In particolare, l’Automobil Club ha diramato dati per i quali al 31 dicembre del 2019 i veicoli a motore circolanti nel nostro Paese erano ben 52.401.299.

Veicoli in aumento in Italia rispetto al 2018

Secondo quanto riportato l’incremento di vetture rispetto all’anno precedente è stato pari all’1,4%. La fetta più grande della torta è rappresentata dalle autovetture con 39.545.232 unità (+ 1,35%), seguite dai motocicli con 6.896.048 (+1,7%) e dai veicoli commerciali e industriali con 5.775.006 (+1,3%).

Strade efficienti cercasi

Alla luce di questi imponenti numeri, ai quali occorre sommare i ciclisti e anche i pedoni, assume ancora più rilevanza l’esigenza di poter disporre di strade in efficienza. Vie di comunicazione locali, provinciali, regionali e nazionali, percorribili senza rischi da parte di tutti gli utenti.

Leggi anche: Anomaleet e le buche stradali: come funziona il nuovo servizio che migliora la sicurezza della rete viaria e i conti pubblici

Le buche, causa del 53% dei sinistri

Marsh, leader mondiale nell’intermediazione assicurativa e nelle soluzioni innovative per il risk management rivela che, secondo dati raccolti in un campione di Comuni italiani nel quinquennio 2014-2018, buche, insidie e sconnessioni sono state la causa del 54% dei sinistri con un impatto economico del 42%. Quest’ultimo dato appare un’enormità, se raffrontato, per esempio, al solo 8% generato da eventi atmosferici e incendi.

Il metodo Anomaleet

Anomaleet può aiutare le Pubbliche Amministrazioni a ogni livello a mantenere le strade in efficienza. La startup lombarda, infatti, è in grado di predisporre pacchetti personalizzati per la rilevazione e classificazione di anomalie stradalI, il ripristino e l’eventuale consulenza assicurativa, sfruttando le potenzialità di innovative tecnologie per il rilevamento e della propria suite informatica.

Anomaleet su MePA

I prodotti e i servizi Anomaleet possono essere acquistati non solo rivolgendosi direttamente all’azienda, ma anche su MePA, la piattaforma governativa di acquisti online per le PA, con procedure personalizzate. Qui si trova un’ampia gamma di soluzioni immediatamente disponibili.

Leggi anche: Anomaleet è su MePA: le migliori soluzioni per la manutenzione e la gestione delle anomalie stradali si acquistano online

In apertura foto: Pexels da Pixabay 

Anomaleet è su MePA: le migliori soluzioni per la manutenzione e la gestione delle anomalie stradali si acquistano online

 

Anomaleet è anche su MePA, il portale governativo che semplifica l’acquisto online di prodotti e servizi hi-tech da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Anomaleet su MePA, ecco perché

La startup lombarda, specializzata nella gestione delle anomalie stradali, è da sempre attenta alle innovazioni che generano una ricaduta positiva sugli stakeholder. Per questo, dopo aver verificato le potenzialità della nuova piattaforma di vendita rivolta alle PA, ha subito messo a punto una serie di pacchetti ad hoc. In Anomaleet si lavora ogni giorno per andare incontro alle esigenze delle PA sempre più orientate all’acquisto di soluzioni smart dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Anomaleet su MePA, il portale del MEF in sintesi


MePA è stato realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite Consip. Il suo scopo è quello di affiancare le Amministrazioni nella gestione dei processi di acquisto attraverso soluzioni innovative. Utilizzato correttamente, permette di ottimizzare gli acquisti pubblici di beni e servizi razionalizzando la spesa e semplificando i passaggi. Il suo funzionamento è semplice. Dopo che le PA hanno espresso un fabbisogno, Consip (società per azioni, partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) pubblica il relativo bando. La stessa Consip, dopo aver verificato che vi siano imprese partecipanti, attiva gli acquisti. E’ in questa fase che le PA iniziano ad approvvigionarsi.

Anomaleet è online su MePA

Cosa propone Anomaleet

I pacchetti messi a punto da Anomaleet per MePA rispondono con flessibilità alle diverse esigenze delle Pubbliche Amministrazioni impegnate nella gestione delle anomalie stradali (buche, danni da radici ecc). Sulla piattaforma le PA possono acquistare i pacchetti BuonaStrada e le diverse soluzioni KML. Sono in via di definizione anche altri prodotti concepiti sempre per rispondere in modo professionale e tempestivo a ogni esigenza.

Leggi anche: Buche e sicurezza stradale: uno slalom che può costare la vita

 

BuonaStrada

Nota anche con il nome di Global Service, la soluzione disponibile online prevede la gestione “chiavi in mano” di 100 anomalie per ogni pacchetto acquistato. Anomaleet si occupa direttamente dall’ispezione della rete stradale e della gestione delle anomalie compreso il ripristino. Si occupa, inoltre, anche della consulenza assicurativa per la riduzione del premio a carico della Pubblica Amministrazione conseguente al miglioramento della sicurezza stradale. A breve sarà possibile optare, a seconda di budget ed esigenze della PA, anche per pacchetti parziali comprendenti solo uno o alcuni dei servizi e non tutti.  Per esempio, solo sopralluogo e ripristino, oppure solo ripristino e consulenza assicurativa e così via. Indipendentemente dalla formula scelta, Anomaleet concede sempre l’utilizzo della propria Suite ai tecnici e dirigenti indicati dal cliente.

I servizi BuonaStrada possono essere acquistati anche singolarmente

Le innovative soluzioni KML

Il secondo pacchetto disponibile su MePA prevede la sola rilevazione dei dissesti stradali attraverso l’installazione di dispositivi a bordo di vetture di servizio del cliente. Sulla piattaforma le PA trovano soluzioni commisurate al numero di chilometri lineari che hanno in gestione, da qui il nome KML. Poiché il rapporto per la miglior rilevazione si ottiene con un dispositivo ogni cento chilometri lineari di strada, Anomaleet propone soluzioni ad hoc per ogni situazione. Nel dettaglio, il pacchetto KML 2 prevede l’installazione di 2 dispositivi (fatte salve le promozioni indicate nei paragrafi seguenti) ed è perfetto per le PA con 200 km lineari da gestire. Il KML 3 offre 3 dispositivi per 300 km lineari. Procedendo in questo modo, il pacchetto KML10 prevede dieci dispositivi per verificare le condizioni di 1000 km lineari e così via.

Leggi anche: Anomaleet e le buche stradali: come funziona il nuovo servizio che migliora la sicurezza della rete viaria e i conti pubblici

Parola d’ordine, flessibilità

Le Pubbliche Amministrazioni interessate a una mappatura e classificazione più dettagliata delle anomalie possono accedere a pacchetti KML superiori rispetto a km lineari che hanno in gestione. Vale, naturalmente, anche il discorso inverso: se, infatti, per motivi di budget non è possibile acquistare il pacchetto ideale per le proprie necessità, si può comunque accedere a un pacchetto inferiore, dando così ugualmente inizio alle rilevazioni. Per  diffondere il più possibile i servizi rivolti alle PA sfruttando le potenzialità del canale digitale (meno burocrazia, più celerità e così via) Anomaleet ha introdotto anche interessanti promozioni.

Anomaleet su MePA: la promo per KML

Per facilitare le operazioni di rilevamento dei dissesti, Anomaleet ha stabilito di installare a bordo delle vetture di servizio del cliente che acquista le soluzioni KML via MePA, un dispositivo in più rispetto a quelli compresi nel pacchetto scelto. Questo per fare in modo che le rilevazioni possano procedere con regolarità anche nel caso che uno dei mezzi equipaggiati sia momentaneamente fuori uso, per esempio per un guasto. Non solo, ogni 500 km lineari la startup consegna un ulteriore dispositivo. Così, le PA che acquistano pacchetti fino al KML 4 avranno a disposizione un solo dispositivo di backup in più, quelle che acquistano dal KML5 al KML9 ne avranno a disposizione due in più, da KML10 al KML15 tre in più e così via. Tutto nell’ottica di incentivare le vendite online tramite MePA offrendo al cliente proposte mirate e in grado di rispondere realmente alle esigenze di miglioramento della sicurezza stradale.

Pacchetti KML e devices installati: la promozione in corso è illustrata nella tabella

Nuovi prodotti

Presto arriveranno sulla piattaforma anche ulteriori nuovi prodotti. “Sono soluzioni progettate per andare incontro alle esigenze anche dei clienti più piccoli – spiega il responsabile dell’ufficio marketing della startup briantea – Inoltre, è già operativo anche un servizio con Anomaleet Car per il monitoraggio dei piccoli comuni, e un servizio di Centrale Operativa con mansioni di verifica degli interventi sul territorio. Ma ne parleremo meglio in un prossimo articolo”.

Leggi anche: Anomaleet e le buche stradali di Padova: in agosto i primi ripristini con piastra calda

Informazioni

Chi è registrato su MePA troverà ogni indicazione necessaria a orientare le proprie scelte, una volta effettuato l’accesso, sulle pagine del portale dedicate ad Anomaleet. In alternativa è possibile scrivere una mail a  [email protected], oppure contattare il numero 333.4400878

AnomaleetCAR

 

 

Graziella Viviano lotta ogni giorno perché la morte della figlia Elena Aubry possa salvare vite: «La sicurezza stradale deve essere garantita ai cittadini. Spero che il processo sull’incidente faccia giurisprudenza. Nessuno può permettersi di non fare il proprio dovere. Nascerà presto l’associazione “Sotto agli occhi di Elena”. Perché sul nuovo ponte di Genova non hanno pensato di installare guard rail salva motociclisti certificati CE? Sarebbe stato un bel segnale e invece, per ora, è un’occasione persa»

Lo spirito di Elena Aubry continua a vivere e combattere ancora oggi in sua madre, Graziella Viviano. Elena è morta poco più di due anni fa sulla via Ostiense, a soli 25 anni, a causa di una radice affiorante sull’asfalto che le ha fatto perdere il controllo della sua Honda Hornet 600. Molti la ricordano perché la sua vicenda ha spesso occupato, e occupa ancora oggi, le prime pagine dei giornali.

Elena Aubry e Graziella Viviano, dall’incidente al processo

Elena era una ragazza felice, amante della moto al punto da saperla condurre alla perfezione. Ma domenica 6 maggio 2018 alle 10.40, mentre percorreva la parallela della via Ostiense a Roma, si è imbattuta in un ostacolo imprevisto e imprevedibile. A causa di una radice affiorante, infatti, ha perso il controllo della due ruote, restando vittima di un incidente stradale che ha spento il suo sorriso per sempre. Un terribile evento, che ha rovinato un’intera famiglia e per il quale presto andrà in scena il processo. E’ di qualche settimana fa, infatti, la notizia che per la morte di Elena la Procura di Roma ha rinviato a giudizio sei persone, di cui tre dipendenti comunali addetti alla manutenzione strade. Partiamo da qui per affrontare con Graziella Viviano il delicato tema della sicurezza stradale oggi. Un tema sensibile, che da quel triste giorno la vede quotidianamente in prima linea, ma attorno al quale, come vedremo, in Italia si fa ancora troppo poco.

Sei rinvii a giudizio per omicidio stradale

Il fatto che, una volta chiuse le indagini sull’incidente, siano stati emessi sei rinvii a giudizio con l’accusa di omicidio stradale è significativo. «Nella vicenda di Elena – racconta Graziella Viviano – la Procura ha rinviato a giudizio sei persone con l’accusa di omicidio stradale dopo che il PM ha stabilito, avvalendosi di un proprio perito, che l’incidente mortale è stato provocato da alcune radici affioranti. La pena prevista è di 7 anni. A chi mi chiede se questo potrà darmi pace, come madre rispondo di no. In primo luogo perché io non cerco vendetta, quindi perché purtroppo non c’è condanna che possa restituirmi il sorriso di Elena».

Un processo che faccia giurisprudenza: non ci si può permettere di tralasciare il proprio dovere

«Certamente, però, deve essere chiaro che nessuno si può permettere di non fare il proprio dovere, per cui nel momento in cui il Tribunale stabilirà che c’è stata una negligenza, una condanna ci dovrà essere. E’ una questione di giustizia, un principio da rispettare, non solo nei confronti di Elena, ma di tutta la società. Spero che questo processo possa fare giurisprudenza, trasformandosi in un primo passo perché in futuro incidenti come quello accaduto a mia figlia non si verifichino più. Vorrei che alla fine di questa triste storia non siano solo le vittime della strada a tornare al centro dell’attenzione, ma soprattutto i cittadini. E’ infatti inconcepibile che, ancora oggi, possa capitare di farsi del male, o peggio perdere la vita, per una buca o una radice affiorante. Garantire maggior sicurezza sulle strade con un’adeguata manutenzione, a mio giudizio, è un segno di rispetto verso l’intera comunità». 

Leggi anche: Buche e sicurezza stradale: uno slalom che può costare la vita

Non si può morire per un dissesto stradale

«Il ruolo delle strade, al giorno d’oggi, è vitale – riprende Graziella – Non se ne può fare a meno. Per questo chi ne ha la gestione è tenuto a mantenerle sempre in condizioni minime di percorribilità. Elena è morta perché si trovava su una strada che in realtà andava chiusa al traffico a causa dei suoi dissesti. Due ore dopo la disgrazia ero già personalmente sul posto per capire cosa fosse successo. Lei era un’abile motociclista, non avrebbe mai potuto perdere il controllo della sua Honda come invece è accaduto. Quando ho visto le radici ho subito compreso la dinamica dei fatti. La loro pericolosità è stata confermata anche dagli incidenti che sono accaduti nei giorni successivi: due settimane dopo la disgrazia nello stesso punto, infatti, sono caduti altri due motociclisti».

Chiudere una strada può salvare decine di vite

«A quel punto, supportata anche dalla presidente del Decimo Municipio di Roma, Giuliana Di Pillo, ho lottato per chiedere l’interdizione alle moto di quel tratto di strada. Il provvedimento, finalmente, è stato preso nella primavera 2019. Purtroppo i dissesti, però, hanno fatto in tempo a provocare un altro sinistro nel giugno 2020: un frontale tra due auto fortunatamente senza vittime. Questo mi ha fatto pensare a quanto utile sia stata la chiusura alle due ruote. Che dolore sarebbe stato scorgere tra le lamiere delle vetture anche la carcassa di una moto…».

«Lanciamo una moda, parliamo di strade»

«in Italia abbiamo una scarsa cultura di manutenzione strade e infrastrutture – allarga il discorso la madre di Elena – Personalmente, da quando è accaduta la tragedia di mia figlia, mi sto battendo per cambiare le cose. Insieme a un gruppo di oltre 420 associazioni motociclistiche (con oltre 650.000 iscritti), sto cercando di sensibilizzare amministratori e opinione pubblica. Parlare di strade e sicurezza stradale, di manutenzione dei dissesti e delle infrastrutture, nonché della manutenzione del verde intorno alle strade e della loro pulizia, deve diventare di moda. Bisogna fare in modo che il grande tema della sicurezza stradale continui a restare in prima pagina. Personalmente non faccio lotta politica, preferisco collaborare con le istituzioni. Parlo con sindaci, ministri e amministratori a vario livello e posso dire di trovarmi quasi sempre di fronte persone sensibili al tema, che però si scontrano a propria volta con un labirinto di normative a dir poco scandaloso che rallenta ogni passaggio».

Leggi anche: Anomaleet e le buche stradali: come funziona il nuovo servizio che migliora la sicurezza della rete viaria e i conti pubblici

Norme scandalose, il caso della via Ostiense a Roma

«A tutt’oggi – riprende Graziella – il tratto della via Ostiense che comprende l’albero sotto il quale è avvenuta la tragedia di Elena è stato riasfaltato alla perfezione. Tutto il resto, però, è come prima. Questo perché l’incomprensibile quadro normativo sulla gestione delle strade in Italia fa sì che ognuna di esse sia suddivisa in piccoli tratti ciascuno con un gestore diverso: Comune, Anas, Provincia ecc. Si crea così una tal confusione per cui non è mai possibile portare a termine un’opera per intero.  Per riasfaltare una strada ogni Ente deve indire una gara d’appalto diversa, di conseguenza i tempi si allungano e i costi a carico dei contribuenti lievitano».

Quanti soldi sprecati

«E’ scandaloso sciupare risorse in mille rivoli senza riuscire a concludere un lavoro per intero a causa di un apparato normativo senza capo né coda – osserva la madre di Elena – Rifare da zero la via Ostiense, come sarà quando tutti gli enti coinvolti avranno fatto il proprio dovere, costerà quattro volte di più che gestire l’ordinaria manutenzione della strade. Nel frattempo non si può escludere che accadano altre disgrazie, con eventuali vittime e conseguenti ulteriori costi sociali pesantissimi per le casse pubbliche».

La via Ostiense a Roma, riasfaltata da poco. Sulla sinistra l’albero di Elena

Una categoria dimenticata: i motociclisti

Per Graziella in Italia c’è un’intera categoria di utenti della strada dimenticata. «E’ incredibile come chi ci governa abbia preferito dare la precedenza ai monopattini, piuttosto che ai motociclisti – sottolinea – Eppure il nostro paese è quello che conta più riders di tutti in Europa. Solo poche ore fa ho letto la notizia di una persona su sedia a ruote che si è vista travolgere da un monopattino elettrico e chissà quante altre ne leggeremo in futuro. Nel frattempo, la legge sugli incentivi agli airbag per i motociclisti, redatta per conto di tutti noi dall’associazione Legal Riders, rientrante nel novero delle 420 che mi sostengono, è ancora incardinata in Parlamento, in attesa di terminare il proprio iter. La proposta prevede di concedere un contributo di 250 euro per l’acquisto dei dispositivi salvavita che nei negozi costano circa 500/600 euro. Un’operazione che non sarebbe finanziata dallo Stato, ma, in accordo con Ania, dalle compagnie assicurative».

I guard rail  salva motociclisti

Parlando di riders il discorso si sposta sui guard rail salva-moto, per i quali Graziella si sta battendo in prima persona: «Anche questo è un argomento particolarmente caldo – rivela – Dopo un appello pubblico al ministro dei trasporti, sono stata chiamata da Danilo Toninelli in persona, che ringrazio per avermi ascoltato. In Italia, abbiamo ancora oggi dei guard rail che, in caso di incidente che coinvoge motociclisti, si trasformano talvolta in vere e proprie ghigliottine. Grazie all’interessamento del ministro ora una legge risolve parzialmente il problema perché almeno sulle curve più pericolose saranno installate le nuove protezioni salva moto. Da qualche parte, per esempio in Abruzzo e Sardegna, questo sta già accadendo».

Ponte di Genova, un’occasione persa

«Ora, mi domando – aggiunge – Dal momento che il nuovo ponte di Genova si propone come un gioiello della tecnologia nel quale si è pensato a tutto, persino all’impatto della struttura sui volatili, perché non approfittare dell’occasione per installare qui, per la prima volta, dei guard rail salva motociclisti certificati CE in ogni loro componente? Al momento simili dispositivi non esistono ancora per via degli ingenti investimenti necessari per ottenere la certificazione su ogni pezzo. E’ un peccato che non sia stato fatto. Sarebbe stata l’occasione per trasformare questa opera non solo in un simbolo di rinascita, ma anche della sicurezza stradale a tutto tondo. Nonché per lanciare, finalmente, il primo dispositivo certificato in grado realmente di salvare molte vite. Credo sia un’occasione persa».

Leggi anche: Anomaleet a Padova, la conferenza stampa “sul campo” del vicesindaco Andrea Micalizzi

Sotto agli occhi di Elena

Graziella è sempre stata abituata a combattere da sola le sue battaglie. «Arrivati a un certo punto, però, mi rendo conto che una persona da sola non può interfacciarsi con tutte le Istituzioni. Per questo, supportata attivamente dalle associazioni di motociclisti più sensibili alla vicenda che ha coinvolto mia figlia, sto lavorando a un’associazione che si chiamerà “Sotto agli occhi di Elena”. La lanceremo a settembre, gli interessati possono trovare ogni informazione in merito sulla mia pagina Facebook». 

Elena Aubry e mamma Graziella: le parole che non ti ho detto

«Cosa vorrei dire a Elena tra qualche anno? In realtà, con Elena parlo tutti i giorni. Lei è sempre al mio fianco in ogni battaglia perché io sto lavorando per lei, perché quello che le è successo non accada ad altri. Poi, da madre a figlia, le direi che l’amo da morire, che avrei voluto abbracciare dei nipotini, scorgere nei loro occhi lo sguardo dolce e fiero della loro madre. Ma non potrò farlo. Purtroppo, l’incuria di qualcuno mi ha rubato il futuro, ha spezzato un ramo del mio albero sul quale avrebbero potuto germogliare nuovi fiori e frutti. Ora chiedo a tutti quelli che svolgono un lavoro importante per la sicurezza di ogni persona di domandarsi, magari prima di andare a bere un caffè: “Sono sicuro di aver fatto tutto ciò che è in mio potere per sventare ogni pericolo? Ho fatto tutto quello che dovevo e potevo fare per rimediare a una situazione critica?”. Solo con un rinnovato senso di responsabilità da parte di tutti, tragedie come quella di Elena potranno forse, un giorno, non accadere più».

Anomaleet a Padova, la conferenza stampa “sul campo” del vicesindaco Andrea Micalizzi

La sperimentazione del sistema di gestione anomalie stradali di Anomaleet a Padova sta procedendo con successo. Si è svolta oggi una conferenza stampa “sul campo” in cui il vicesindaco Andrea Micalizzi ha fatto il punto sullo stato di fatto degli interventi . Durante l’incontro con i giornalisti, è stata espressa soddisfazione per la qualità degli interventi effettuati. Qui il servizio di Padova Oggi.

Anomaleet a Padova, gli interventi con piastra scaldante

L’accordo con il Comune di Padova prevedeva una sperimentazione iniziale su 50 anomalie. In realtà il lavoro di rilevazione ne ha evidenziate 69. Nel mesi di agosto si sono svolti gli interventi di manutenzione con tecnologie innovative rispettose dell’ambiente. In particolare, grazie alla tecnologia con piastra scaldante è stato possibile eliminare i dissesti senza ricorrere a nuovo asfalto, ma riutilizzando quello esistente.

Anomaleet e le buche stradali: come funziona il nuovo servizio che migliora la sicurezza della rete viaria e i conti pubblici

Anomaleet è il nuovo servizio di gestione delle anomalie e buche stradali dedicato a tutti gli stakeholder impegnati nel settore della manutenzione stradale (enti locali, aziende, compagnie assicurative, case automobilistiche, automotive ecc). E’ semplice, immediato e affidabile perché si basa su rilevazioni empiriche che vengono riportate in tempo reale su una piattaforma online costruita su software e algoritmi proprietari.

Anomaleet e le buche stradali, la sicurezza prima di tutto

Il metodo proposto da Anomaleet punta a incrementare la sicurezza stradale e a ottimizzare i costi a carico degli Enti, due temi “sensibili” agli occhi dell’opinione pubblica. Secondo dati diffusi dall’ANCMA, Associazione nazionale Ciclo Motociclo e Accessorio, infatti, nel 2018 buche e ostacoli accidentali o fissi sulla rete stradale hanno provocato la morte di 75 centauri (l’8,9% del totale delle vittime su due ruote), mentre 1.773 sono stati i feriti (3,9%).

Come funziona

Il meccanismo di funzionamento di Anomaleet è molto semplice. Le vetture di servizio equipaggiate con dispositivi GPS e Accelerometro iniziano a percorrere le strade nell’area indicata. Quando transitano su un’anomalia (buca, radici fuori terra ecc.) ne rilevano i parametri classificandola e trasmettendo i dati (IOT) in tempo reale sul cloud. A questo punto, sulla mappa integrata nella piattaforma un segno grafico di colore diverso a seconda della gravità (verde per le più lievi, giallo per le medie e rosso per le più gravi) indica la presenza del dissesto che può essere ispezionato a distanza grazie a Google Map. Nel caso di anomalie più gravi sarà anche possibile programmare sopralluoghi in loco con tecnici o droni.

Le anomalie rilevate vengono raffigurate sulla mappa con un segno grafico. Tramite appositi filtri è possibile evidenziare esclusivamente quelle più gravi

Il pacchetto Global Service

Anomaleet è molto flessibile. Con il pacchetto “Global service” si può fare affidamento su un servizio chiavi in mano che mantiene costantemente sotto controllo il degrado del manto stradale attraverso periodiche rilevazioni, culminando con il risanamento del dissesto e l’eventuale consulenza assicurativa. In alternativa è possibile acquistare solo alcuni servizi.

Anomaleet e le buche stradali, le altre soluzioni

E’ infatti possibile sottoscrivere rilevazioni automatiche delle anomalie stradali con accordi contrattuali personalizzati. Sopralluoghi una tantum per lotti da 100 anomalie. Soluzioni di manutenzione dei dissesti, sempre in lotti da 100 una tantum. Infine, consulenze per l’ottimizzazione dei risarcimenti e dei premi assicurativi.

Con chi si interfaccia Anomaleet

Lo staff di Anomaleet si interfaccia con tutte le figure professionali indicate dal cliente. In particolare, attraverso un accesso nominativo gli operatori hanno la possibilità di mantenere sotto controllo i lotti di anomalie loro assegnati. A seconda del servizio acquistato si definiscono le modalità di gestione dei danni più gravi stabilendo anche una scaletta di priorità. Per esempio, è possibile concordare le modalità di sopralluogo con mezzi e persone fisiche, oppure con droni equipaggiati di dispositivi per la rilevazione fotografica e termografica. Ancora, sempre a seconda degli accordi in essere, si ha facoltà di stabilire le modalità di esecuzione del risanamento. Infine, una volta risolte le problematiche più impellenti, se previsto, il processo si conclude con una consulenza assicurativa per il ricalcolo del premio. Alla luce della migliorata sicurezza stradale, infatti, è possibile ottimizzarne l’importo con grande risparmio per le casse pubbliche.