Sweet Track, la prima «sopraelevata» della storia (Storia della strada – 3a puntata)

La storia della strada ci porta indietro nel tempo a circa 4000 anni prima di Cristo alla scoperta dello Sweet Track. Se la Via Reale di Persia è ricordata come la prima strada organizzata mai realizzata da uno Stato antico, lo Sweet Track merita un posto di rilievo perché si tratta del primo percorso sopraelevato realizzato dall’uomo. Un tracciato nato per collegare alcune isole all’interno di zone acquitrinose del Semerset Levels a sud dell’Inghilterra.

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Storia della strada e Sweet Track, una scoperta di mr. Sweet

Sappiamo che lo Sweet Track è stato scoperto dal signor Raymond Sweet, operaio inglese addetto all’estrazione della torba. Questi un giorno non meglio identificato del 1970, impegnato nell’attività di pulizia dalle erbacce dei canali di drenaggio di una torbiera, colpì con la sua vanga una superficie dura. Se in una torbiera ci si imbatte in materiali duri al contatto, si sa già per certo che si è di fronte a qualcosa diverso dalla torba, la cui consistenza, invece, è sempre soffice. Mr. Sweet in questo caso intuì subito di aver trovato una tavola lignea. E con la stessa immediatezza suppose che questa tavola dovesse essere molto antica perché il rinvenimento era avvenuto sotto uno strato di torba di molti metri.

Le rilevazioni dell’Università di Cambridge

E’ stata la rivista Scientific American (con l’articolo “La strada più antica del mondo”, di John M.Coles, num. 257, gennaio 1990, pp. 82-89) a raccontare la storia di questo ritrovamento e a sottolinearne l’importanza. Un campione di legno fu inviato all’Università di Cambridge, mentre un sopralluogo in loco stabilì che, con ogni probabilità, la tavola risaliva al Neolitico, ovvero a circa 6.000 anni fa, per via degli strumenti in pietra e legno evidentemente utilizzati per lavorarla.

Un percorso di 1.800 metri

Pochi mesi dopo, un ulteriore sopralluogo più approfondito, a cura di alcuni studenti della stessa Università, rivelò che quella ritrovata era solo una delle migliaia di tavole utilizzate per realizzare un percorso pedonale della lunghezza di 1800 metri, sopraelevato su un acquitrino. Tale percorso collegava i dolci pendii delle Polden Hills, dove nel 4.000 avanti Cristo arrivarono i primi abitanti provenienti dal continente europeo, a due isolotti che ospitavano diverse attività. Una era la Westhay Island, l’altra un’isola più meridionale. Entrambi gli isolotti fornivano legname e, in alcuni tratti, erano stati trasformati in terreno agricolo.

La tecnica costruttiva

Se la Via Reale di Persia è l’antesignana delle autostrade, lo Sweet Track è il grande padre di tutti i viadotti. Certo, siamo nel neolitico, e questo era solo un camminamento pedonale. Ma sorprende l’abilità con cui gli uomini del 4.000 avanti Cristo seppero costruirlo. Selezionarono una decina di specie di alberi autoctoni, tra cui querce, frassini, olmi e tigli da cui ricavarono le tavole necessarie. Con rami e giovani alberi di varie specie – nocciolo, frassino, ontano, olmo – realizzarono la struttura di sostegno sottostante al camminamento. Questa era composta da una guida continua di sezione circolare, lunga e piuttosto spessa, e da «pioli» più sottili e appuntiti a una estremità che venivano conficcati a X nel terreno.

La struttura portante del camminamento (Scientific American)

La guida

La guida a sezione circolare che era posizionata sul pelo dell’acqua nella parte sottostante della struttura a X serviva per ritardare o prevenire il progressivo affondamento del camminamento. La superficie calpestabile, invece, era quella delle assi della foresta che erano larghe circa 40 centimetri. Esse venivano adagiate nella parte superiore della X.

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Storia della strada e Sweet Track, la sopraelevata durò poco

Secondo gli studiosi lo Sweet Track restò in funzione solo per una decina d’anni o poco più, come testimoniato dalla datazione delle tavole rinvenute per il camminamento. Evidentemente, poiché le operazioni di ripristino della struttura, per esempio dopo le piene, dovevano essere molto impegnative, i suoi costruttori si convinsero ben presto ad abbandonarla. D’altra parte, sembra che il percorso sia stato costruito molto velocemente, in meno di un anno. A rivelarlo ai ricercatori è stata, anche in questo caso, la datazione delle tavole in gran parte contemporanee tra loro. Detto questo, lo Sweet Track dimostra che l’esigenza dell’uomo di spostarsi percorrendo strade sicure era forte e sentita già in epoca preistorica.

In apertura foto tratte dall’articolo “La strada più antica del mondo”, di John M.Coles, num. 257, gennaio 1990, pp. 82-89

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