Storia della strada (2a puntata): la Via Reale di Persia

La grande storia della strada è cominciata nell’antica Persia, il cui regno nacque nel 550 a.C. quando Ciro il Grande sbaragliò i Medi, successori degli Assiri. Fu proprio Ciro a dare il via alla formazione della prima rete stradale organizzata per collegare tra loro le principali città delle venti Satrapie di Persia. Fu invece il re Dario, nel 505 a.C. a far costruire la Via Reale di Persia, da Sardi in Lidia fino a Susa e Persepoli, le capitali. Le strade potevano essere percorse più velocemente a cavallo, molti però si spostavano a piedi, oppure a bordo di carri a ruote che, spesso, appartenevano a importanti carovane commerciali.

Storia della strada, la prima grande via di comunicazione

L’impero di Persia si estendeva dall’antica Tracia, sulle rive occidentali del Mar Nero, fino all’Oceano Indiano. Su questo territorio sconfinato Re Dario istituì la Via Reale di Persia che era lunga ben 2.699 km. Perché fosse sempre efficiente, l’aveva attrezzata con stazioni di posta separate tra loro da una distanza non superiore a 30 km. Già 500 anni prima di Cristo, dunque, chi viaggiava lungo questa strada poteva sostare in vere e proprie stazioni di servizio, antenate degli attuali autogrill. Infine, appositi corpi di guardia – che controllavano carovane, mercanti e viandanti – garantivano la sicurezza lungo il percorso. Era la Polizia Stradale dell’epoca.

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Una strada eccezionale

I 2.699 chilometri del tracciato si potevano coprire con tempi diversi. Pellegrini e mercanti, viaggiando a una media di 30 chilometri al giorno, solitamente impiegavano circa tre mesi. Ma  lo storico Erodoto racconta che con la tecnica della staffetta, i messaggi urgenti potevano arrivare a destinazione in soli 9 giorni. Se poi si voleva fare ancora prima, alcuni messaggi potevano essere trasmessi via voce. Ciò permetteva di superare più velocemente i tratti del percorso più difficoltosi, come quelli di montagna. I messaggeri se li passavano urlandoli da una montagna all’altra e il gioco era fatto. La qualità costruttiva della Via Reale è stata giudicata eccezionale: alcune foto ne mostrano ancora oggi tratti ben conservati. Era un’opera così perfetta che, una volta caduto l’Impero Persiano sotto i colpi dell’esercito di Alessandro Magno a Gaugamela (332 a.C), continuò a essere utilizzata ancora per diversi secoli. Anche durante l’Impero Romano la Via Reale si confermò arteria di comunicazione fondamentale verso l’Oriente, mentre oggi a Diyarbakır, in Turchia, sorge ancora un ponte di origini persiane.

Il ponte di Diyarbakır, in Turchia, ancora oggi in piena attività (foto: flickr)

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Nulla può fermare i corrieri persiani 

«Non c’è nulla al mondo che viaggi più veloce di questi corrieri persiani, (…) Né la neve né la pioggia, il caldo o il buio della notte impediscono loro di portare a termine il loro compito con la massima velocità”, scriveva lo storico greco Erodoto. Bravi e allenati erano i messaggeri, ma ad alimentare la loro leggenda contribuì notevolmente anche la rete stradale persiana, sempre in perfetta efficienza. Il percorso intersecava la Via della Seta e proprio quest’ultima contribuì a perpetuarne la memoria, sovrapponendosi a essa nei secoli seguenti in alcuni tratti. Per realizzare la via Reale si ripresero tracciati più antichi, unificarono le strade esistenti e se ne costruirono di nuove.

Storia della strada, la Via Reale e le altre strade persiane 

Anche all’epoca dell’Impero Persiano, proprio come oggi, non tutte le strade erano uguali. Le Vie Reali erano le più larghe e meglio pavimentate, in molti casi ben lastricate; le altre strade erano invece più strette. I governanti persiani consideravano ogni strada come un nervo del Regno, sul quale gli ordini dovevano viaggiare a gran velocità, per questo erano mantenute sempre in perfetta efficienza. Gli achemenidi (la dinastia reale persiana) ricevettero i complimenti per la qualità delle loro strade, ma più o meno contemporaneamente anche altre civiltà si stavano impegnando nella costruzione di nuove importanti vie di comunicazione (Continua).