Evitare, prevenire e controllare

https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/04/12/news/lapp_che_da_la_caccia_alle_buche_che_uccidono_la_morte_di_leo_poteva_essere_evitata-345115710/

Repubblica 12 Aprile 2022

Il titolo di questo artico, recita: L’app che dà la caccia alle buche che uccidono… ebbene il senso è quello, e le amministrazioni si stanno spendendo per migliorare la sinistrosità delle nostre strade.

La sorveglianza e il controllo sul territorio è un servizio noto ma spesso richiede tempi e costi molto importanti. Anomaleet risolve questo inconveniente con la tecnologia e con un metodo estremamente efficace.

A costi molto competitivi ed in tempi brevissimi, siamo in grado di fornire dei report analitici efficaci e importantissimi per ridurre l’onere dei costi sociali che incidono sui sinistri dovuti alle insidie stradali.

Guidonia Montecelio

Attività di #monitoraggio e #controllo delle #insidie #stradali presso il comune di #GuidoniaMontecelio.

Un particolare ringraziamento al consigliere Alessandro Toro per il suo prezioso contributo in veste di esperto navigatore e pilota di droni.

Il progetto ha permesso di realizzare il #censimento automatico delle #asperità più critiche e pericolose catalogando migliaia di segnalazioni e riprese fotografiche delle #anomalie #stradali di #Guidonia, #Montecelio, #setteville, #settevillenord, #Villanova, #colleverde, #pichini, #villalbadiGuidonia, #MarcoSimone, #albuccione, #labotte e #collefioritoI dati raccolti saranno indispensabili per le analisi tecniche, svolte dall’amministrazione comunale, in modo da definire la migliore #programmazione degli #interventi #stradali da effettuare sul territorio.

RAI Servizio TG1 del 5 Maggio 2021

durata video 1′ 37”

In occasione del progetto realizzato in collaborazione di AMPCS del Comune di Vicenza è stato presentata l’attività di Anomaleet che, con l’ausilio di un veicolo, ha censito i 560 km lineari di strade sfruttando un sistema di sensori mobili e telecamere speciali per rilevare e collazionare in modo puntuale tutte le criticità del manto stradale.

Tale attività permetterà di risparmiare 2400 interventi fisici annui per effettuare i vari sopralluoghi da parte del personale tecnico della società APMCS.

Vedi breve filmato di esempio

La parola chiave: cantieri e strade

La CMM ha adottato servizi e tecnologie innovative che vengono messe a sistema: la rilevazione di anomalie stradali, l’installazione di rilevatori di velocità e della fototrappole nelle aree di sosta con il Progetto Sicurezza Milano Metropolitana e la rilevazione dell’incidentalità grazie al servizio di ripristino post-incidente.

News Letter Città Metropolitana Milano sezione Infrastrutture
https://inlinea.cittametropolitana.mi.it/newsletter/index_62_3marzo2021.html

Città Metropolitana Milano e Anomaleet

Il dispositivo Anomaleet che rileva le asperità delle strade

19 febbraio 2021 Il Cittadino di Lodi

Da circa un anno e mezzo le auto di servizio dei cantonieri sono, infatti, dotate di un programma che si chiama Anomaleet, una sorta di “ecoscandaglio” in grado di misurare le vibrazioni durante il transito. In sostanza, ogni volta che il veicolo esce dalla casa cantoniera, registra le anomalie dell’asfalto, captandone anche l’intensità e l’ampiezza. Il concetto è semplice: più è forte la vibrazione, più è deteriorato l’asfalto e in base ai risultati delle rilevazioni si ottiene una precisa “radiografia” delle strade semplicemente percorrendole.

Le strade romane: così antiche, così attuali (Storia della strada 4a puntata)

Nella storia della strada non può mancare un’ampia sezione dedicata alle strade romane. Perché, dopo i persiani, i primi a comprendere l’importanza di poter contare su strade ben costruite furono proprio i discendenti di Enea. I greci, forse per la natura del suolo, non maturarono mai una grande cultura stradale. E, prima di loro, anche gli egizi furono carenti: alle strade su terra, infatti, preferivano la navigazione fluviale grazie alla presenza, sul loro territorio, dell’immenso fiume Nilo. 

Storia delle strade romane, le origini

In origine, i primi nuclei di Roma erano collegati alle città vicine da sentieri e percorsi sterrati. Ma la città  iniziò subito la propria espansione militare e commerciale. Così, già verso la fine del IV secolo, l’Urbe divenne il centro di irradiazione e di confluenza di tutte le principali strade per le altre località latine, sabine ed etrusche. I romani fin dall’inizio compresero che strade efficienti avrebbero permesso un rapido spostamento delle legioni verso i fronti di guerra e una velocizzazione del trasferimento dei tributi dalle province alla città. Attraverso di esse sarebbe stato possibile conseguire una migliore “romanizzazione” delle terre conquistate e uno sviluppo straordinario dei commerci. Ecco allora che lo sviluppo della rete viaria ebbe luogo parallelamente a quello delle conquiste.

Leggi anche: Sweet Track, la prima «sopraelevata» della storia (Storia della strada – 3a puntata)

Via Appia: è la strada più antica?

La via Appia fu davvero la prima strada pavimentata e carreggiata dell’Antica Roma? Realizzata dal censore Appio Claudio Cieco nel 322, univa Roma a Terracina e Capua. In un secondo momento fu prolungata fino a Tarentium (Taranto) e Brundisium, nelle Puglie. La scelta di raggiungere l’attuale Brindisi non fu casuale. Da lì, infatti, ci si poteva imbarcare per le province orientali. Per via del suo percorso in gran parte rettilineo e del collegamento rapido con il centro marittimo d’importanza strategica di Terracina, si pensa che la via Appia sia nata per esigenze militari. Un’opera importante, certamente, ma forse non la prima strada pavimentata di Roma Antica. Lo storico Tito Livio, infatti, prima di questa ricorda la via Gabina e la via Porsenna, entrambe risalenti al decennio tra il 500 e il 490 a.C. Anche la via Nomentana (449 a.C), la via Labicana (421 a.C.) e la via Salaria (361 a.C.) sono precedenti alla via Appia.

La via Appia Antica (Foto di Dolcevia da Pixabay)

La legge delle XII tavole

Le strade romane erano così importanti da trovare ampio spazio anche nelle Leggi delle XII Tavole risalenti al 450 avanti Cristo. In particolare, esse contenevano preziose indicazioni tecniche. Per esempio, stabilivano che la larghezza non potesse essere inferiore a otto piedi (2,1 m) nei tratti rettilinei e sedici piedi (4,2 m) in curva. Le leggi stabilivano anche alcune limitazioni d’utilizzo: un vero e proprio Codice della Strada in vigore già in quell’epoca.

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Le strade romane: una rete di almeno 80.000 km

Si stima che le rete di strade romane si estendesse almeno per 80.000 km in Europa, considerando soltanto le strade principali. Relativamente all’Italia vi erano la via Aurelia tra Roma e Luni. La via Cassia, da Roma a Massa. La via Flaminia tra Roma e Rimini, la via Salaria che conduceva fino a San Benedetto del Tronto e la via Tiburtina da Roma a Pescara. Infine ricordiamo anche la via Casilina, tra l’Urbe e Santa Maria Capua a Vetere.  Naturalmente, ovunque i romani arrivavano, subito cominciavano a costruire strade. Ecco perché numerose strade costruite con la tecnica romana sono ancora oggi diffuse nel Vecchio Continente, in Medio Oriente e nel Nord Africa. 

In apertura, foto: Andrea Albanese da Pixabay 

Il CTO di Anomaleet, conosciamo Mauro Sala

Nell’organigramma di Anomaleet il ruolo di CTO è ricoperto da Mauro Sala. Informatico giovane e intraprendente, ha già alle spalle una lunga esperienza in importanti aziende del settore editoriale. «Il CTO – spiega – è il Chief Technology Officer, ovvero colui che ha la responsabilità di mantenere in efficienza tutte le tecnologie per garantire il funzionamento di un sistema, nel nostro caso di Anomaleet».

CTO di Anomaleet, informatica senza segreti

Il comparto tecnologico su cui Anomaleet basa il proprio funzionamento è, naturalmente, quello informatico. «Il nostro sistema è basato su un’app di rilevazione e sulla suite online. La prima intercetta i logoramenti delle strade, inviando il flusso di dati conseguente alla piattaforma. La seconda classifica le anomalie e le rappresenta graficamente sulla mappa. App e suite sono il frutto di un lungo lavoro effettuato insieme a mio fratello Michele e a Volfango Politi. La prima a nascere, nel 2017, è stata l’app di rilevazione. Viene installata su device hi-tech a loro volta posizionati a bordo dei veicoli indicati dal committente. E’ questa che permette di effettuare le rilevazioni delle anomalie stradali. La chiave del corretto funzionamento dell’App di rilevazione è l’algoritmo, ideato da Michele. Nonostante sia già molto efficiente, l’App sarà presto aggiornata: con la nuova versione aggiungeremo una funzionalità che permetterà al dispositivo di distinguere le buche dai dossi. Sarà un ulteriore passo in avanti sul fronte dell’accuratezza del servizio».

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2018, la Suite di Anomaleet

«La prima versione della nostra Suite è stata elaborata nel 2018 – spiega Mauro – Rispetto a quella odierna aveva un numero di funzionalità molto ridotto, ma con il tempo l’abbiamo potenziata e ampliata. La data di nascita della seconda versione risale invece al 28 marzo 2019. Dopo la fase iniziale dei test abbiamo dato il via a quella dell’elaborazione dei dati. Ora, poiché la piattaforma è in continua evoluzione, stiamo lavorando al prossimo obiettivo. Vogliamo infatti migrare tutto il sistema su Cloud (sceglieremo il provider tra Amazon, Microsoft e Google). Si tratta di un passo indispensabile per poter sfruttare già nel prossimo futuro le potenzialità AI (Intelligenza Artificiale) e della blockchain, la stessa tecnologia alla base del funzionamento delle criptovalute. Con questa innovazione potremo certificare tutti gli interventi di manutenzione eseguiti sulle anomalie. Ma non finisce qui, perché ora speriamo di riuscire a rilasciare la terza versione della suite entro il 2021».

Italia, Europa, Mondo

«L’obiettivo di Anomaleet è quello di diventare il più grande database delle anomalie stradali non solo d’Italia, ma dell’intera Europa e del mondo. Di ogni anomalia il sistema mantiene già in memoria l’evoluzione nel tempo, ma presto faremo anche di più. Quando infatti introdurremo l’Intelligenza Artificiale, sarà anche possibile abilitare la funzione di predittività. Sulla base di alcuni parametri, pertanto, la nostra suite sarà in grado di prevenire tempi e modalità di degrado di ogni anomalia».

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Il CTO di Anomaleet e il fiore all’occhiello della suite

«L’innovazione di cui vado più orgoglioso? La funzione per cui oggi, premendo un semplice tasto, la nostra suite è in grado di indicare un percorso ottimizzato per l’ispezione delle anomalie di uno stesso lotto. Grazie a essa si risparmiano tempo e denaro, perché indica l’itinerario più rapido per i sopralluoghi sui dissesti evitando inutili giri. Sono molti i riscontri che ho ottenuto dai nostri clienti: dai feedback emerge che uno dei punti di forza della piattaforma è quello di essere riuscita ad accorciare i tempi di lavorazione per lo studio e il ripristino delle anomalie. Interventi che prima richiedevano giorni, oggi si possono portare a termine in poche ore».

Anomaleet, investire per crescere

«Ci attende tanto lavoro, ma giorno dopo giorno cresciamo – conclude Mauro Sala – Finalmente cominciamo ad avere un numero di clienti che ci lascia ben sperare per il futuro. L’obiettivo di tutti noi è quello di continuare a far crescere Anomaleet, fino a che non raggiungerà la redditività necessaria a incrementare gli investimenti per continuare a perfezionale la qualità del servizio. La nostra sfida è quella di centrare questo obiettivo entro pochi anni».

Veicoli in crescita in Italia secondo i dati ACI: servono strade più sicure

Veicoli in aumento in Italia secondo l’ACI. In particolare, l’Automobil Club ha diramato dati per i quali al 31 dicembre del 2019 i veicoli a motore circolanti nel nostro Paese erano ben 52.401.299.

Veicoli in aumento in Italia rispetto al 2018

Secondo quanto riportato l’incremento di vetture rispetto all’anno precedente è stato pari all’1,4%. La fetta più grande della torta è rappresentata dalle autovetture con 39.545.232 unità (+ 1,35%), seguite dai motocicli con 6.896.048 (+1,7%) e dai veicoli commerciali e industriali con 5.775.006 (+1,3%).

Strade efficienti cercasi

Alla luce di questi imponenti numeri, ai quali occorre sommare i ciclisti e anche i pedoni, assume ancora più rilevanza l’esigenza di poter disporre di strade in efficienza. Vie di comunicazione locali, provinciali, regionali e nazionali, percorribili senza rischi da parte di tutti gli utenti.

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Le buche, causa del 53% dei sinistri

Marsh, leader mondiale nell’intermediazione assicurativa e nelle soluzioni innovative per il risk management rivela che, secondo dati raccolti in un campione di Comuni italiani nel quinquennio 2014-2018, buche, insidie e sconnessioni sono state la causa del 54% dei sinistri con un impatto economico del 42%. Quest’ultimo dato appare un’enormità, se raffrontato, per esempio, al solo 8% generato da eventi atmosferici e incendi.

Il metodo Anomaleet

Anomaleet può aiutare le Pubbliche Amministrazioni a ogni livello a mantenere le strade in efficienza. La startup lombarda, infatti, è in grado di predisporre pacchetti personalizzati per la rilevazione e classificazione di anomalie stradalI, il ripristino e l’eventuale consulenza assicurativa, sfruttando le potenzialità di innovative tecnologie per il rilevamento e della propria suite informatica.

Anomaleet su MePA

I prodotti e i servizi Anomaleet possono essere acquistati non solo rivolgendosi direttamente all’azienda, ma anche su MePA, la piattaforma governativa di acquisti online per le PA, con procedure personalizzate. Qui si trova un’ampia gamma di soluzioni immediatamente disponibili.

Leggi anche: Anomaleet è su MePA: le migliori soluzioni per la manutenzione e la gestione delle anomalie stradali si acquistano online

In apertura foto: Pexels da Pixabay 

Sweet Track, la prima «sopraelevata» della storia (Storia della strada – 3a puntata)

La storia della strada ci porta indietro nel tempo a circa 4000 anni prima di Cristo alla scoperta dello Sweet Track. Se la Via Reale di Persia è ricordata come la prima strada organizzata mai realizzata da uno Stato antico, lo Sweet Track merita un posto di rilievo perché si tratta del primo percorso sopraelevato realizzato dall’uomo. Un tracciato nato per collegare alcune isole all’interno di zone acquitrinose del Semerset Levels a sud dell’Inghilterra.

Leggi anche: Storia della strada (2a puntata): la Via Reale di Persia

Storia della strada e Sweet Track, una scoperta di mr. Sweet

Sappiamo che lo Sweet Track è stato scoperto dal signor Raymond Sweet, operaio inglese addetto all’estrazione della torba. Questi un giorno non meglio identificato del 1970, impegnato nell’attività di pulizia dalle erbacce dei canali di drenaggio di una torbiera, colpì con la sua vanga una superficie dura. Se in una torbiera ci si imbatte in materiali duri al contatto, si sa già per certo che si è di fronte a qualcosa diverso dalla torba, la cui consistenza, invece, è sempre soffice. Mr. Sweet in questo caso intuì subito di aver trovato una tavola lignea. E con la stessa immediatezza suppose che questa tavola dovesse essere molto antica perché il rinvenimento era avvenuto sotto uno strato di torba di molti metri.

Le rilevazioni dell’Università di Cambridge

E’ stata la rivista Scientific American (con l’articolo “La strada più antica del mondo”, di John M.Coles, num. 257, gennaio 1990, pp. 82-89) a raccontare la storia di questo ritrovamento e a sottolinearne l’importanza. Un campione di legno fu inviato all’Università di Cambridge, mentre un sopralluogo in loco stabilì che, con ogni probabilità, la tavola risaliva al Neolitico, ovvero a circa 6.000 anni fa, per via degli strumenti in pietra e legno evidentemente utilizzati per lavorarla.

Un percorso di 1.800 metri

Pochi mesi dopo, un ulteriore sopralluogo più approfondito, a cura di alcuni studenti della stessa Università, rivelò che quella ritrovata era solo una delle migliaia di tavole utilizzate per realizzare un percorso pedonale della lunghezza di 1800 metri, sopraelevato su un acquitrino. Tale percorso collegava i dolci pendii delle Polden Hills, dove nel 4.000 avanti Cristo arrivarono i primi abitanti provenienti dal continente europeo, a due isolotti che ospitavano diverse attività. Una era la Westhay Island, l’altra un’isola più meridionale. Entrambi gli isolotti fornivano legname e, in alcuni tratti, erano stati trasformati in terreno agricolo.

La tecnica costruttiva

Se la Via Reale di Persia è l’antesignana delle autostrade, lo Sweet Track è il grande padre di tutti i viadotti. Certo, siamo nel neolitico, e questo era solo un camminamento pedonale. Ma sorprende l’abilità con cui gli uomini del 4.000 avanti Cristo seppero costruirlo. Selezionarono una decina di specie di alberi autoctoni, tra cui querce, frassini, olmi e tigli da cui ricavarono le tavole necessarie. Con rami e giovani alberi di varie specie – nocciolo, frassino, ontano, olmo – realizzarono la struttura di sostegno sottostante al camminamento. Questa era composta da una guida continua di sezione circolare, lunga e piuttosto spessa, e da «pioli» più sottili e appuntiti a una estremità che venivano conficcati a X nel terreno.

La struttura portante del camminamento (Scientific American)

La guida

La guida a sezione circolare che era posizionata sul pelo dell’acqua nella parte sottostante della struttura a X serviva per ritardare o prevenire il progressivo affondamento del camminamento. La superficie calpestabile, invece, era quella delle assi della foresta che erano larghe circa 40 centimetri. Esse venivano adagiate nella parte superiore della X.

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Storia della strada e Sweet Track, la sopraelevata durò poco

Secondo gli studiosi lo Sweet Track restò in funzione solo per una decina d’anni o poco più, come testimoniato dalla datazione delle tavole rinvenute per il camminamento. Evidentemente, poiché le operazioni di ripristino della struttura, per esempio dopo le piene, dovevano essere molto impegnative, i suoi costruttori si convinsero ben presto ad abbandonarla. D’altra parte, sembra che il percorso sia stato costruito molto velocemente, in meno di un anno. A rivelarlo ai ricercatori è stata, anche in questo caso, la datazione delle tavole in gran parte contemporanee tra loro. Detto questo, lo Sweet Track dimostra che l’esigenza dell’uomo di spostarsi percorrendo strade sicure era forte e sentita già in epoca preistorica.

In apertura foto tratte dall’articolo “La strada più antica del mondo”, di John M.Coles, num. 257, gennaio 1990, pp. 82-89

Anomaleet è su MePA: le migliori soluzioni per la manutenzione e la gestione delle anomalie stradali si acquistano online

 

Anomaleet è anche su MePA, il portale governativo che semplifica l’acquisto online di prodotti e servizi hi-tech da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Anomaleet su MePA, ecco perché

La startup lombarda, specializzata nella gestione delle anomalie stradali, è da sempre attenta alle innovazioni che generano una ricaduta positiva sugli stakeholder. Per questo, dopo aver verificato le potenzialità della nuova piattaforma di vendita rivolta alle PA, ha subito messo a punto una serie di pacchetti ad hoc. In Anomaleet si lavora ogni giorno per andare incontro alle esigenze delle PA sempre più orientate all’acquisto di soluzioni smart dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Anomaleet su MePA, il portale del MEF in sintesi


MePA è stato realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite Consip. Il suo scopo è quello di affiancare le Amministrazioni nella gestione dei processi di acquisto attraverso soluzioni innovative. Utilizzato correttamente, permette di ottimizzare gli acquisti pubblici di beni e servizi razionalizzando la spesa e semplificando i passaggi. Il suo funzionamento è semplice. Dopo che le PA hanno espresso un fabbisogno, Consip (società per azioni, partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) pubblica il relativo bando. La stessa Consip, dopo aver verificato che vi siano imprese partecipanti, attiva gli acquisti. E’ in questa fase che le PA iniziano ad approvvigionarsi.

Anomaleet è online su MePA

Cosa propone Anomaleet

I pacchetti messi a punto da Anomaleet per MePA rispondono con flessibilità alle diverse esigenze delle Pubbliche Amministrazioni impegnate nella gestione delle anomalie stradali (buche, danni da radici ecc). Sulla piattaforma le PA possono acquistare i pacchetti BuonaStrada e le diverse soluzioni KML. Sono in via di definizione anche altri prodotti concepiti sempre per rispondere in modo professionale e tempestivo a ogni esigenza.

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BuonaStrada

Nota anche con il nome di Global Service, la soluzione disponibile online prevede la gestione “chiavi in mano” di 100 anomalie per ogni pacchetto acquistato. Anomaleet si occupa direttamente dall’ispezione della rete stradale e della gestione delle anomalie compreso il ripristino. Si occupa, inoltre, anche della consulenza assicurativa per la riduzione del premio a carico della Pubblica Amministrazione conseguente al miglioramento della sicurezza stradale. A breve sarà possibile optare, a seconda di budget ed esigenze della PA, anche per pacchetti parziali comprendenti solo uno o alcuni dei servizi e non tutti.  Per esempio, solo sopralluogo e ripristino, oppure solo ripristino e consulenza assicurativa e così via. Indipendentemente dalla formula scelta, Anomaleet concede sempre l’utilizzo della propria Suite ai tecnici e dirigenti indicati dal cliente.

I servizi BuonaStrada possono essere acquistati anche singolarmente

Le innovative soluzioni KML

Il secondo pacchetto disponibile su MePA prevede la sola rilevazione dei dissesti stradali attraverso l’installazione di dispositivi a bordo di vetture di servizio del cliente. Sulla piattaforma le PA trovano soluzioni commisurate al numero di chilometri lineari che hanno in gestione, da qui il nome KML. Poiché il rapporto per la miglior rilevazione si ottiene con un dispositivo ogni cento chilometri lineari di strada, Anomaleet propone soluzioni ad hoc per ogni situazione. Nel dettaglio, il pacchetto KML 2 prevede l’installazione di 2 dispositivi (fatte salve le promozioni indicate nei paragrafi seguenti) ed è perfetto per le PA con 200 km lineari da gestire. Il KML 3 offre 3 dispositivi per 300 km lineari. Procedendo in questo modo, il pacchetto KML10 prevede dieci dispositivi per verificare le condizioni di 1000 km lineari e così via.

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Parola d’ordine, flessibilità

Le Pubbliche Amministrazioni interessate a una mappatura e classificazione più dettagliata delle anomalie possono accedere a pacchetti KML superiori rispetto a km lineari che hanno in gestione. Vale, naturalmente, anche il discorso inverso: se, infatti, per motivi di budget non è possibile acquistare il pacchetto ideale per le proprie necessità, si può comunque accedere a un pacchetto inferiore, dando così ugualmente inizio alle rilevazioni. Per  diffondere il più possibile i servizi rivolti alle PA sfruttando le potenzialità del canale digitale (meno burocrazia, più celerità e così via) Anomaleet ha introdotto anche interessanti promozioni.

Anomaleet su MePA: la promo per KML

Per facilitare le operazioni di rilevamento dei dissesti, Anomaleet ha stabilito di installare a bordo delle vetture di servizio del cliente che acquista le soluzioni KML via MePA, un dispositivo in più rispetto a quelli compresi nel pacchetto scelto. Questo per fare in modo che le rilevazioni possano procedere con regolarità anche nel caso che uno dei mezzi equipaggiati sia momentaneamente fuori uso, per esempio per un guasto. Non solo, ogni 500 km lineari la startup consegna un ulteriore dispositivo. Così, le PA che acquistano pacchetti fino al KML 4 avranno a disposizione un solo dispositivo di backup in più, quelle che acquistano dal KML5 al KML9 ne avranno a disposizione due in più, da KML10 al KML15 tre in più e così via. Tutto nell’ottica di incentivare le vendite online tramite MePA offrendo al cliente proposte mirate e in grado di rispondere realmente alle esigenze di miglioramento della sicurezza stradale.

Pacchetti KML e devices installati: la promozione in corso è illustrata nella tabella

Nuovi prodotti

Presto arriveranno sulla piattaforma anche ulteriori nuovi prodotti. “Sono soluzioni progettate per andare incontro alle esigenze anche dei clienti più piccoli – spiega il responsabile dell’ufficio marketing della startup briantea – Inoltre, è già operativo anche un servizio con Anomaleet Car per il monitoraggio dei piccoli comuni, e un servizio di Centrale Operativa con mansioni di verifica degli interventi sul territorio. Ma ne parleremo meglio in un prossimo articolo”.

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Informazioni

Chi è registrato su MePA troverà ogni indicazione necessaria a orientare le proprie scelte, una volta effettuato l’accesso, sulle pagine del portale dedicate ad Anomaleet. In alternativa è possibile scrivere una mail a  [email protected], oppure contattare il numero 333.4400878

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